Gruppo Apollo presenta il Secondo Rapporto Nomisma sull’industria dell’arte in Italia

Roma, 27 marzo 2025 – Il Gruppo Apollo ha organizzato oggi, presso la prestigiosa sede di Palazzo Wedekind a Roma, la presentazione del secondo Rapporto “Arte: il valore dell’industria in Italia”, realizzato da Nomisma in collaborazione con Intesa Sanpaolo. L’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco del panorama culturale e politico italiano, tra cui Alessandro Giuli, Ministro della Cultura; Roberto Marti, presidente della Commissione Cultura del Senato della Repubblica; Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati e Alessandro Amorese, componente della Commissione Cultura e primo firmatario della proposta di legge per la riduzione dell’IVA.

Il rapporto ha evidenziato come l’industria dell’arte italiana, pur generando nel 2023 un giro d’affari diretto pari a 1,36 miliardi di euro e un impatto economico complessivo di 3,86 miliardi di euro, stia affrontando una fase di contrazione preoccupante. In particolare, il numero di gallerie d’arte (1.618) e antiquari (1.637) attivi sul territorio nazionale è in progressiva diminuzione, così come il loro fatturato reale.

Il nodo cruciale emerso durante la presentazione è rappresentato dal sistema fiscale italiano, gravato dall’aliquota IVA ordinaria del 22%, la più alta in Europa. Questo differente regime fiscale pone un serio limite allo sviluppo del settore, rendendolo meno competitivo rispetto ad altri Paesi UE come la Francia, che dal 1° gennaio 2025 ha esteso il regime agevolato del 5,5% a tutte le transazioni artistiche, e la Germania, che ha ridotto la propria aliquota al 7%. Come sottolineato nel rapporto, per la stessa opera d’arte un collezionista pagherebbe fino al 18% in più acquistandola in Italia piuttosto che in Francia. Tale situazione costringe gli operatori italiani a comprimere i propri margini e induce i giovani artisti a migrare verso gallerie straniere, con gravi danni per l’intera filiera, inclusi restauratori, trasportatori, studiosi e artigiani.

Le stime presentate da Nomisma sono chiare: mantenendo l’attuale aliquota IVA, il settore potrebbe perdere fino al 28% del fatturato complessivo, con punte del -50% per le piccole gallerie. Al contrario, se l’Italia decidesse di abbassare l’IVA sulle transazioni artistiche al 5%, in un solo triennio il fatturato complessivo generato da gallerie, antiquari e case d’asta crescerebbe fino a circa 1,5 miliardi di euro, con un effetto positivo sull’economia italiana stimato fino a 4,2 miliardi di euro.

Un segnale positivo è arrivato dall’annuncio del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha confermato la volontà del governo di intervenire concretamente per abbassare l’IVA sulle importazioni e sulle cessioni delle opere d’arte. “Il governo sta rispondendo nel merito e nel metodo alle necessità di questo settore. Il MEF è senz’altro d’accordo con noi: le coperture verranno trovate e l’IVA verrà abbassata”, ha dichiarato il Ministro.

Alessandra Di Castro, presidente del Gruppo Apollo, ha ribadito l’importanza di armonizzare il regime fiscale italiano con quello degli altri Paesi europei per rilanciare la competitività del settore. “Se abbassassimo l’aliquota Iva al 5%, quindi ancora meno della Francia, l’Italia potrebbe acquisire la posizione di hub per le operazioni di compravendita. Ciò permetterebbe, al tempo stesso, di salvaguardare l’intero ecosistema della cultura, valorizzando tutti i protagonisti”.  Anche Roberta Gabrielli, responsabile Marketing di Nomisma, ha sottolineato come la questione fiscale non sia solo un problema economico, ma riguardi la difesa di un presidio culturale fondamentale per l’identità del Paese.

Il Gruppo Apollo si è detto pronto a dialogare con il Governo per raggiungere questo obiettivo cruciale e assicurare un futuro prospero per l’industria dell’arte italiana. L’annuncio del Ministro Giuli rappresenta una svolta significativa, aprendo nuove prospettive di crescita e competitività per un settore di inestimabile valore per il nostro Paese

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